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PAOLO VALENTI – La tecnica del suono per SuonoSonda

febbraio 15th, 2012 by Francesco Denini

Allestire una registrazione è un’esperienza centrale per SuonoSonda, ogni volta profondamente nuova e diversa, tecnicamente e musicalmente significativa. Più in generale, registrare un brano musicale è un’operazione importante per ogni tipo di musicista, qualsiasi genere di musica pratichi. Per questi motivi, grazie a Paolo Valenti, attivo attualmente presso lo studio RISERVE SONORE di Arquata Scrivia (Alessandria) a cui SuonoSonda si rivolge per organizzare i propri numeri, proveremo qui a considerare il nostro lavoro dal punto di vista della tecnica del suono, nella speranza di trarne indicazioni utili per migliorare il nostro modo di ascoltare le registrazioni, per allestire meglio le nostre produzioni future e per capire più in generale cosa possa essere il suono per un tecnico che tutti i giorni lo indaga fin nelle pieghe più riposte, sottoponendolo ad analisi attenta e confrontandolo con altri suoni ed altri tipi di allestimenti.

 

Foto di Mariapia Branca

 

 

Cosa comporta la scelta dei brani per costruire un numero di SuonoSonda e in cosa consiste la costruzione del CD di un numero della rivista?

Ci sono due caratteristiche che devono essere per forza valutate: la prima, di carattere artistico; la seconda, di carattere tecnico. Io mi occupo del secondo aspetto. Entro certi limiti possiamo anche prendere in considerazione registrazioni di qualità tecnica più bassa, ma solo se la qualità artistica è così elevata da renderle comunque interessanti. Il problema maggiore si pone soprattutto quando si deve compilare il CD  mettendo insieme tante registrazioni diverse. È necessario fare un lavoro di mastering per far diventare omogenee registrazioni che di fatto non lo sono, cercando per contro di non snaturare il lavoro degli interpreti o il lavoro di altri tecnici audio.


 

L’ascolto delle produzioni altrui può essere di aiuto in rapporto alle produzioni di SuonoSonda?

È fondamentale ascoltare produzioni delle più varie etichette e, possibilmente, capirne i pregi e gli eventuali difetti. Certo, oggi, con lo sviluppo dei più recenti mezzi tecnologici è  diventato più difficile riconoscere un suono specifico relativo a quella singola etichetta, tranne in alcuni casi molto particolari. Sicuramente nel passato si poteva chiaramente riconoscere ogni major anche solo dal suono della registrazione, mentre la tendenza attuale più diffusa è quella di acquisire registrazioni provenienti da studi diversi. Di fatto, grazie appunto allo sviluppo tecnologico, oggi è possibile raggiungere standard di registrazione elevati, o quantomeno accettabili, con un dispendio economico più limitato. Io, personalmente, non ho mai scelto  un disco sulla base della qualità della registrazione, ma sempre in riferimento all’interesse per la musica ed alla qualità dell’interpretazione. Ogni tanto mi è potuto capitare, piuttosto, di essere infastidito da aspetti audio di carattere più propriamente tecnico che, in taluni casi, possono avermi anche pregiudicato irrimediabilmente il piacere dell’ascolto.


 

C’è qualcosa che non può mancare a uno studio di registrazione per fare questo specifico tipo di lavoro?

Non possono mancare preamplificatori microfonici e microfoni che non colorino il suono e buoni convertitori A/D [N.d.R.: analogico/digitale]. Io uso principalmente un pre-microfonico a 4 canali D.A.V. Electronics e due coppie di microfoni Schoeps e convertitori Apogee che garantiscono una ripresa trasparente. In particolare trovo interessante il D.A.V. Electronics, che è stato progettato e costruito da un design engineer, Mick Hinton, che ha lavorato per 28 anni alla Decca Record Co.

 

- D.A.V. Electronics: http://www.soundonsound.com/sos/aug04/articles/davbg5.htm

- Microfoni Schoeps: www.schoeps.de

- Convertitori Apogee: www.apogeedigital.com

- Rudy van Gelder: http://www.jazzwax.com/2012/02/interview-rudy-van-gelder-part-1.html

 

Cosa non può non avere una registrazione musicale per essere presa tecnicamente in considerazione da SuonoSonda?

Posso dire cosa non deve assolutamente avere, visto che alcune registrazioni non sono state utilizzate per i seguenti motivi: 1) problemi di fase, dovuti ad un posizionamento sbagliato dei microfoni, e 2) distorsione del segnale, dovuto ad un livello di registrazione troppo elevato.


 

Ci sono generi di musica in cui le tecniche di registrazione vengono esaltate e generi invece in cui la tecnica fatica ad esprimere i propri lati migliori?

Credo che ogni tipo di registrazione ponga problemi diversi, ma, in generale, non credo ci siano aspetti tecnici che vengano più o meno esaltati dalla musica. Può capitare  piuttosto che questa venga purtroppo peggiorata da una cattiva tecnica del suono. In senso storico, quanto al rapporto della tecnica con i generi musicali, vale comunque la pena di ricordare, in particolare sul fronte jazzistico, la straordinaria qualità di registrazione e la presenza calda dei suoni del lavoro di Rudy Van Gelder, che registrò la maggior parte dei grandi del jazz della seconda metà del XX secolo, tra cui Miles Davis, Thelonious Monk, Wayne Shorter e molti altri.


 

Ci sono state nostre produzioni che ti hanno dato maggiore soddisfazione?

Certamente il mio lavoro con SuonoSonda è stato molto facilitato dalla caratura, oltreché dall’esperienza di registrazione, di interpreti come il violista Luca Sanzò o il clarinettista Rocco Parisi con cui, nel primo caso, abbiamo registrato il brano Amor dov’è la fe’ di Carla Magnan (SuonoSonda III) e i brani vincitori della I edizione del concorso SuonoSonda (che usciranno in SuonoSonda IX), mentre, nel secondo caso, abbiamo registrato Child di Mauro Cardi, per clarinetto basso (SuonoSonda III). Ho trovato anche molto interessanti le due registrazioni (la prima uscirà prossimamente; la seconda è uscita con SuonoSonda VIII ) fatte presso il Conservatorio Niccolò Paganini di Genova dal duo pianistico Paola Biondi/Debora Brunialti e dal pianista Andrea Rebaudengo: il primo brano è un ampia pagina di Hugues Dufourt intitolata Soleil de proie e dedicata espressamente a questo duo pianistico; il secondo caso è una composizione di Andrea Valle intitolata I 6 Nodi (primo emiciclo). Infine, ricorderei l’esperienza, più unica che rara, costituita dalla registrazione di Für E. di Massimiliano Damerini che il pianista compositore ci ha permesso di allestire attorno al suo personale pianoforte di casa, felicemente collocato in una stanza appositamente insonorizzata.


 

C’è un numero di SuonoSonda che ti sembra aver raggiunto nel complesso una resa migliore dal punto di vista audio?

Tutti i numeri mi sembrano equilibrati. Certamente ci sono registrazioni migliori di altre. Ma, in generale, credo si sia raggiunta una buona qualità tecnica.


 

Quale strada dovrebbe prendere SuonoSonda per migliorare i suoi CD?

Sarebbe interessante registrare gli interpreti in location esterne con una acustica particolare, quali possono essere auditorium, sale da concerto, chiese; e cercare di produrre più registrazioni nostre.


Al centro: Paolo Valenti – A sinistra: Francesco Denini – A destra: Carla Magnan

 

 

 

 

BRANI REGISTRATI PER SUONOSONDA DA PAOLO VALENTI

Elenchiamo qui le registrazioni completamente allestite per noi da Paolo Valenti. Molti di più sono i brani che da tale studio sono stati variamente restaurati e resi udibili.

 

 

 

 

SuonoSonda I

 

Francesco Denini

Solo da ‘Ecloga’ per clarinetto solo

clarinettista: Riccardo Crocilla

 

 

 

 

SuonoSonda II

 

Simona Barbera

Trembling per voce

voce: Simona Barbera

 

 

 

 

SuonoSonda III

 

Mauro Cardi

Child per clarinetto basso

clarinetto: Rocco Parisi

 

Isang Yun

Pezzo Fantasioso per due flauti

flauti: Fabio De  Rosa; Francesca Dellea

 

Carla Magnan

Amor dov’è la fe’ per viola

violista: Luca Sanzò

 

Raffaele Cecconi

Amoroso per pianoforte, orchestra di ottoni, percussioni e contrabbasso

pianista: Franco Trabucco; orchestra: Ensemble di Ottoni del Conservatorio Niccolo Paganini di Genova diretto da Piero Andreoli.

 

 

 

 

SuonoSonda IV

 

Morton Feldman

Projection 2 (tre versioni)

tromba: Giampiero Lobello; flauto: Fabio De Rosa; violino: Marino Lagomarsino; violoncello: Alberto Pisani; pianoforte: Debora Petrina

 

 

 

 

SuonoSonda V

 

Massimiliano Damerini

Für E. per piano

pianista: Massimiliano Damerini

 

 

 

 

SuonoSonda VI

 

Mario Faveto

La notte lava la mente per coro

coro: Coro Musica Nova

 

 

 

 

SuonoSonda VIII

 

Andrea Valle

6 Nodi (primo emiciclo) per pianoforte

pianista: Andrea Rebaudengo

 

 

 

 

Di prossima uscita:

 

 

 

 

SuonoSonda IX

 

Guido Boselli

Serenata per viola

violista: Luca Sanzò

 

Christian Gentilini

Lofty Viol per viola

viola: Luca Sanzò

 

 

 

 

SuonoSonda X

 

Hugues Dufourt

Soleil de proie per due pianoforti

duo pianistico: Paola Biondi – Debora Brunialti

 

Paolo Geminiani

Albori di nuove epifanie per flauto solo

flautista: Arcadio Baracchi

 

 

 

 

Mariapia Branca, fotografo di SuonoSonda


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