SIMC Ensemble – Marcello Parolini, direttore

Antonella Bini, flauti

Marco Sorge, clarinetti

featuring

Duo Maclè, pianoforte a 4 mani

 

Saranno eseguite musiche di: Davide Anzaghi,

Umberto Bombardelli, Pier Alberto Cattaneo,

Giuseppe D’Angelo, Carla Magnan, Rossano Pinelli, Carla Rebora

 

* * *

 

Bordeaux, 28 Agosto 2014 Temp’óra International Meeting Cenon III Edizione

SQUARCI (2014) composto da Carla Magnan e Carla Rebora.

Nuovo brano commissionato per il SIMC Ensemble,

per flauto, clarinetto e pianoforte a quattro mani.

 

 

Bordeaux, August 28th, 2014 Temp’óra International Meeting Cenon III Edition

SQUARCI (2014) composed by Carla Magnan and Carla Rebora.

New work commissioned for the SIMC Ensemble,

for flute, clarinet and piano four hands.

 

 

Bordeaux, 28, Août, 2014 Temp’óra International Meeting Cenon III Éditions

SQUARCI (2014) composé par Carla Magnan et Carla Rebora.

Nouvelle composition commandée par SIMC Ensemble,

pour flûte, clarinette et piano à quatre mains.

 

 

Bordeaux, 28. August 2014 Temp’óra International Meeting Cenon III Augabe

SQUARCI (2014) komponiert bei Carla Magnan und Carla Rebora.

Neue Zusammensetzung bestellt für SIMC Ensemble,

für Flote, Klarinette und Klavier an vier Händen.

 

 

Bordeaux, 28 de agosto 2014 Temp’óra International Meeting Cenon III edición

SQUARCI (2014) compuesta por Carla Magnan y Carla Rebora.

Nueva composición, encargada por SIMC Ensemble,

por flauta, clarinete y piano a cuatro manos.

 

 

INTERVISTA A MARCELLO PAROLINI

A PROPOSITO DEL ENSEMBLE SIMC

Qual è il motivo per cui avete deciso di fondare un nuovo ensemble dedito alla contemporanea?

In realtà l’ensemble della SIMC nasce per volontà del Presidente, il M.° Davide Anzaghi, quale elemento fondamentale per la diffusione delle opere dei soci, ma non solo: dai programmi finora proposti risulta chiaro che non s’è voluto circoscrivere il repertorio del gruppo, connotandolo inevitabilmente come settario e paludato, anzi! La compresenza di strumentisti giovani e di interpreti più maturi ed esperti si sposa perfettamente con l’intento di ricreare il legame tra le tradizioni ormai storicizzate e le nuove vie, senza porre confini agli stili ed ai linguaggi affrontati.

Dunque un nuovo modo di intendere lo studio e l’indagine della produzione musicale quale proiezione ed attualizzazione del passato?

Esattamente. Non si vuole circoscrivere la scelta dei brani ai ‘soliti’ nomi né abbracciare in maniera univoca una scuola o un modo di intendere la musica contemporanea: si resta attenti a tutte le proposte affinchè la visione d’insieme della produzione musicale colta (o ‘esatta’, per citare un grande quale Leonard Bernstein) non soffra di dogmatismi o preconcetti. Dunque anche le musiche ormai entrate nel novero delle opere storiche non possono che costituire il punto di partenza su cui poggiare le basi di un’interpretazione conscia delle proprie radici e per questo votata alla scoperta del ‘nuovo’.

Ma questo atteggiamento non rischia di impedire all’ensemble di offrire un’immagine di sé poco connotata, portandolo a soffrire di ‘crisi di identità’ ?

Si tratta di un rischio che, concordemente, vogliamo correre, per non perdere nessuna occasione e non generare una qualsiasi sorta di concorrenza con gruppi affermati da tempo e già radicati su posizioni estetiche precise. Questo non per sollevare sterili polemiche ma semplicemente per andare incontro alle esigenze di un pubblico che vogliamo sia eterogeneo e, possibilmente, giovane ed aperto a tutte le proposte. L’attenzione alle ‘esigenze’ del mercato, di questi tempi, non pare poter essere elemento secondario…

Quali sono quindi le vie che intendete seguire per affacciarvi sul mondo musicale, già affollato e molto concorrenziale?

Innanzitutto la qualità del lavoro e la serietà nell’approccio alle partiture, condizioni ormai date per scontate ma comunque indispensabili, unitamente allo spirito di sacrificio ed all’entusiasmo degli strumentisti che solo un progetto nuovo e profondamente condiviso può generare.

Photo by Mariapia Branca

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